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Nicaldan (eNazionale): “L’interesse della FIGC ha portato una scossa nel mondo eSports”

L’appuntamento con eEuro 2020 si avvicina. Nella fase a gironi e nelle ultime amichevoli la eNazionale ha mostrato di avere un team di primo livello, pronto a competere per il primo posto. La conferma della forza dell’Italia arriva dalle parole di Nicola “Nicaldan” Lillo, che in questa intervista a eSportsItalia.com racconta come procede l’allenamento con gli altri player Rosario “npk_02” Accurso, Carmine “Naples17x” Liuzzi e Alfonso “Alograyfox” Mereu. Nella fase a girone gli azzurri se la dovranno vedere con Danimarca, Turchia e Serbia.

Che aspettative hai in vista dell’europeo? Conosci qualcuno dei tuoi prossimi avversari?

Il nostro obiettivo è quello di vincere. Abbiamo una squadra forte e ci stiamo allenando tantissimo. Basta guardare le lobby di allenamento, siamo una delle nazionali che ci sta mettendo più impegno e passione. Senza dubbio l’avversario che rispetto di più in vista della fase a gironi è la Serbia. Sarà rappresentata da due giocatori molto forti: KepaPFC, RoksaCZV22. Li ho sfidati e soprattutto l’anno scorso sono stati miei allievi. Il match contro di loro per me sarà un momento molto particolare.

Come ti trovi con i compagni di squadra? Avete condiviso molti momenti insieme…

Siamo un vero e proprio spogliatoio e per fortuna si sono create delle vere amicizie. Ho conosciuto i ragazzi a Coverciano quando abbiamo superato le selezioni e da quel giorno abbiamo cominciato a frequentarci 24 ore al giorno. Siamo sempre online ad allenarci e a giocare. Prima dell’emergenza per il CoronaVirus ci frequentavamo anche dal vivo. Siamo tre napoletani e un sardo, tutti ragazzi eccezionali desiderosi di allenarsi insieme. Non potevo chiedere di meglio. C’è un clima perfetto.  

Come gioca la tua Italia? Quali sono i giocatori fondamentali?

Io gioco con il 4-4-2 con il trequartista. La mia tattica è basata sul possesso palla e sugli inserimenti, un modulo che muta in un 4-3-3 quando Zaniolo si inserisce negli spazi: è lui il mio giocatore cardine. Nella modalità livellata Zaniolo diventa devastante: non è un giocatore facile da usare, bisogna conoscerlo, ma messo in un contesto organizzato e in una certa posizione diventa un trascinatore. 

Tu vivi grazie agli eSports o ti occupi di anche di altro?
Sono un tecnico di cardiologia, però essere il coach del Team Exeed e gli impegni con la eNazionale sono diventati per me un secondo lavoro.

Qualcuno si stranisce quando gli racconti che lavori giocando alla Playstation?

I primi tempi la gente restava un po’ sorpresa, ma le persone che mi stanno intorno mi hanno sempre dato grande fiducia. Del resto il mio è stato un percorso molto graduale: ho cominciato con i tornei piccoli e poi a girare l’Italia, affermandomi prima come gamer e poi come allenatore. 

Come coach, cosa consigli a chi vuole diventare un gamer professionista?
Iniziare a scalare la vetta delle divisioni di PES è un primo passo, anche per cominciare ad entrare in contatto con il panorama online. Poi è importante iscriversi ai tornei amatoriali e competitivi, puntando a migliorarsi sempre. Il confronto con i giocatori migliori è un grande esame.  

Cosa fa esattamente un coach? Facendo un paragone con un altro sport sembra un ruolo simile a quello del preparatore di un pugile…

Un coach lavora molto sul lato psicologico di un gamer, ad esempio lo aiuta a gestire il nervosismo durante le partite. Poi c’è un lungo lavoro di tattica, anche in live, per capire quando è il caso di attaccare, di rallentare, di cambiare il modulo o un giocatore. Un altro aspetto fondamentale è lo studio degli avversari, anche in fase di prematch.

Il mondo degli eSports sta vivendo una svolta in Italia?

Devo dire che siamo ancora indietro rispetto a quanto accade in altri paesi europei come la Germania, ma l’interesse della FIGC ha portato una scossa. L’organizzazione dei campionati come la eSerie A ne è la conferma. La collaborazione con le società sportive è uno step fondamentale per incrementare il livello professionistico dei gamer. Però bisogna puntare sempre più in alto. Terminata l’emergenza CoronaVirus sarà fondamentale organizzare grandi eventi live. L’unico rammarico di questo eEuro 2020 sarà la mancanza dell’esperienza dal vivo, che permette di vivere emozioni uniche.

Hai ottenuto anche qualche risultato con FIFA…
Qualche soddisfazione me la sono tolta, ma ho preso la decisione di concentrarmi su PES, dove la mia esperienza decennale può fare la differenza e mi ha permesso di essere coach del Team Exeed e di indossare la maglia della nazionale. 

La Konami è già al lavoro per la nuova versione di PES… Cosa miglioreresti?
Ci sono margini di miglioramento per quanto riguarda  la fluidità dei movimenti giocatori, così come il settore del competitive dovrebbe essere strutturato meglio. A livello di tattica invece PES è già un gioco di altissima qualità. 

Ringraziamo Nicaldan per l’intervista e riportiamo di seguito il suo profilo Instagram: https://www.instagram.com/coach_nicaldan/

Giulio Giorgetti

Esperto di Gaming, eSports e new media.

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