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Naples17x (eNazionale): “Con me Insigne gioca sempre. Per la vittoria dell’Italia a eEuro2020 è stato fondamentale”

Dopo aver ascoltato Nicaldan, AlonsoGrayFox, NPK02, la redazione di eSportsItalia.com è lieta di condividere con tutti gli appassionati di calcio e videogame l’intervista al più giovane eroe della eNazionale: Carmine “Naples17x” Liuzzi, napoletano di 21 anni.

Ciao Carmine, benvenuto su eSportsItalia.com e complimenti per la fresca vittoria con la maglia della eNazionale azzurra a eEuro 2020. Insieme agli altri tre PES Pro Player hai portato l’Italia sul gradino più alto d’Europa: ti saresti mai immaginato tutto questo?

Ciao Giulio, è un piacere essere qui con voi. Sto vivendo emozioni indescrivibili da circa un anno grazie agli eSports e la vittoria dei campionati europei è stato solo l’ultimo tassello di un periodo incredibile della mia vita.

Raccontaci, come hai iniziato con il mondo dei videogame e con PES, come sei diventato un Pro Player?

Mi sono avvicinato al mondo dei videogiochi sin da piccolissimo, già ai tempi della console PS1. E visto il mio amore per il calcio ho giocato sempre a PES fino alla versione 2013. Poi per circa cinque anni non l’ho più toccato sino a che, con l’uscita della PS4, ho voluto riprovare con PES 2018. Tuttavia avevo poco tempo per giocare, lavoravo presso una fabbrica di scarpe dalle 8 di mattina alle 8 di sera e il guadagno a fine mese era di poche centinaia di euro. Purtroppo a Napoli non è facile trovare lavoro e all’inizio mi ero adeguato, ma alla fine nel 2019 ho deciso di cercare nuove opportunità. Volevo un nuovo lavoro, e allo stesso tempo avevo molto più tempo per giocare e mi sono appassionato subito alle partite di PES online. Partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, ho iniziato a farmi conoscere nel mondo PES. Quindi sono entrato nel team PES New Era, divenuto poi QLASH New Era, che nell’estate 2019 mi ha proposto un contratto come Pro Player. Un’emozione indescrivibile, sono passato da un lavoro che non mi piaceva a fare una cosa che mi piace tantissimo: giocare e vincere.

Da lì è iniziato poi il tuo cammino verso la eNazionale azzurra…

Sì, ho iniziato dapprima con dei tornei sia offline che online con il mio team, poi quando ho saputo che la FIGC stava organizzando delle selezioni per quella che sarebbe diventata la prima nazionale eSports della storia ho fatto di tutto per provare a vestire la maglia azzurrra. In palio c’era l’accesso a un torneo che si sarebbe disputato a Coverciano con sedici player, quattro dei quali sarebbero stati i giocatori ufficiali. Provai prima con un torneo online, arrivai quasi in fondo, ma, scherzo del destino, venni battuto in semifinale da Nicaldan. Ricordo che Nicola mi mandò un messaggio dopo avermi superato in cui mi disse ‘Tu sei molto forte, stai certo che ci rivedremo’

e in effetti è successo, il buon Nicaldan ora è tuo compagno di eNazionale.

Non è stata l’unica volta in cui l’ho incontrato prima di trovarci insieme in maglia azzurra. Dopo non essere riuscito a superare la prova online provai con un torneo TIM offline a Roma dove c’era, di nuovo, proprio Nicaldan. Nicola riuscì a centrare il primo posto e conquistare uno dei sedici posti a Coverciano. Quanto a me, dovetti passare per il loser-bracket, ma alla fine riuscii a qualificarmi per un’esperienza che ancora oggi mi mette i brividi.

Parli del ritiro di tre giorni a Coverciano…

Un’esperienza indimenticabile; ero felice di essere lì, nella selezione dei sedici migliori PES player d’Italia che si trovano nello stesso ritiro di campioni della nazionale azzurra. Il poster di Fabio Cannavaro che alza la coppa del mondo lì nella casa degli Azzurri è qualcosa che ancora mi provoca emozioni bellissime. Forse è stata proprio quella carica positiva a darmi la giusta energia per riuscire a conquistare uno dei quattro posti disponibile per la prima eNazionale della storia. Ho ancora impressa l’immagine del borsone dell’Italia che la dirigenza FIGC ci ha fatto trovare insieme alla mitica maglia azzurra. A tutti noi sembrava un film e ogni volta che chiudo gli occhi e ci penso lo rivivo con l’emozione della prima volta.

A quel punto, come è stato il cammino tuo e dei tuoi compagni di squadra verso eEuro2020?

Ci siamo subito compattati, con gli altri tre compagni di squadra ho legato subito. Nicaldan e NPK02 sono napoletani come me ed è stato facile legare, ma anche con AlonsoGrayFox c’è stata subito sintonia. L’onore di vestire la maglia azzurra e di rappresentare l’Italia è stato subito un collante fantastico per fare bene. Nelle fasi di qualificazione c’è stato un solo momento, nella partita col Montenegro, in cui abbiamo temuto di non raggiungere un posto per la fase finale, ma superato l’ostacolo siamo stati imbattibili. Abbiamo iniziato a macinare gol e vittorie e ad essere consapevoli di costituire una grande squadra.

La scelta di far ruotare tutti i giocatori nella fase finale di eEuro 2020, laddove le altre nazionali hanno preferito utilizzare sempre le stesse pedine, ha fatto sì che questa sia stata una vittoria corale, di squadra. Non c’erano gerarchie?

Sì, abbiamo deciso di dare spazio a tutti. Si vince e si perde giocando tutti alla stessa maniera e aver trionfato in questo modo è stato ancora più bello. Vincere in maniera corale ci è sembrato un ulteriore modo di dimostrare di essere italiani e di amare la maglia azzurra. Nicaldan, grazie alla sua esperienza, è quello che ha saputo proporre le migliori strategie per battere i nostri avversari, ma tutte le scelte sono state condivise.

Due momenti che vengono probabilmente in mente a tutti per la vittoria di eEuro 2020 sono il rigore parato da Nicaldan contro la Francia, il famoso terzo “cucchiaio”, che ci ha dato l’accesso alla finale con la Serbia, e naturalmente il tuo gol fatto all’ultimo respiro, al 90′, con Insigne. La scelta di sbilanciarti e provare a segnare invece di andare ai supplementari è stata casuale o voluta?

Assolutamente voluta. Ti spiego, odio i rigori. Volevo evitarli a tutti i costi e ho pensato ‘se devo perdere preferisco farlo con la palla in movimento, non ai calci di rigore’. Così ci ho provato, mi sono sbilanciato, e quando Insigne ha preso palla ho fatto la cosa che mi riesce meglio: finta, rientro, tiro e gol. Si è trattato un movimento istintivo che so fare con grande naturalezza ed era anche l’unica cosa che potevo fare in quel momento perché il mio avversario serbo, Kepa, aveva messo il portiere sul primo palo e raddoppiato la marcatura.

C’è un altro momento per te emblematico di eEuro 2020?

Sì, quando sono riuscito a segnare il gol vittoria al 118′ a Usmakabyle, nella semifinale con la Francia. Anche in quel caso è valsa la regola che volevo evitare i rigori e sono riuscito nell’impresa. Si trattava di una rete importante sia per l’accesso alla finale, sia perché realizzata contro un pluricampione del mondo.

Una curiosità: se tu non avessi vinto e il Best of Five (BO5) si fosse portato sul 2-2, chi avrebbe giocato la quinta partita, era stato deciso?

Sì, lo avevamo già deciso: l’avrebbe giocata Nicaldan, il giocatore più esperto. Anzi, inizialmente avevamo previsto che Nicaldan disputasse la quarta ed eventualmente la quinta sfida, ma poi abbiamo deciso di cambiare l’ordine per permettere eventualmente a Nicola di recuperare energie e non fare due match insieme.

Con i tuoi compagni di squadra vi sentivate mentre giocavate?

Alfonso, Nicola e Rosario riuscivano a giocare e a parlarsi tra loro, io no. Avevo bisogno di isolarmi da tutto e concentrarmi sulla partita. Ho addirittura chiesto ai miei genitori di lasciarmi casa libera perché avevo bisogno della massima concentrazione e li ho “cacciati di casa” chiedendo loro di andare da mia zia! (ride). L’unico con cui parlavo e che mi ha fatto un po’ da mental coach è stato mio fratello Antonio.

Bene, arriviamo al punto. C’è tanto Napoli nella tua vita, a partire dal tuo nickname, Naples17x, poi Quagliarella, Immobile e un “insolito” Insigne visto che parliamo di PES 2020.

Sì, hai ragione. Napoli è la mia città, la mia squadra, tutto. Naples17x è in onore alla maglia numero 17 di Marek Hamsik e nella mia squadra oltre a Quagliarella e a Immobile, utilizzati spesso anche dai miei compagni, ho inserito Insigne.

Mi sembra di capire che hai un rapporto speciale con Insigne…

Sì, Lorenzo Insigne con me gioca sempre. Per il mio gioco è fondamentale e in effetti, anche se PES 2020 premia il gioco fisico, ho fatto in modo che lui sia sempre presente. Sono partito al contrario giocando a PES: prima ho messo Insigne, poi ho imparato a utilizzare gli altri dieci giocatori della squadra. Quando ho fatto il gol vittoria dell’Europeo proprio grazie a Insigne, non volevo crederci. Il mio idolo, che segna insieme a me e che porta l’Italia alla vittoria. Un’emozione indescrivibile.

Come hai festeggiato la vittoria?

Beh, intanto ho recuperato i miei genitori (ride) e abbiamo fatto festa insieme a mia zia, benché in questo periodo per cause di forza maggiore siamo dovuti essere sobri e fare una cosa tranquilla. Avremo modo di festeggiare meglio quando potrò vedermi di persona con Nicaldan, AlonsoGrayFox, NPK02, e spero accada molto presto.

OK, a questo punto immagino che ci abbiate preso gusto, si punta al mondiale?

Magari! Al momento non so se PES organizzerà anche i mondiali. Spero che dopo un’esperienza così bella, che ha portato migliaia di persone a capire la bellezza e il valore del mondo eSports, ci possa essere anche questa possibilità. Vedremo, per il momento ringrazio i miei compagni di squadra, la FIGC che è stata fantastica, e tutti i miei amici che mi hanno sostenuto in questo ultimo anno.

Ecco il goal di Insigne che ha laureato l’Italia campione d’Europa nella finale contro la Serbia.

Giulio Giorgetti

Esperto di Gaming, eSports e new media.

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