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Alessandro Castro e Lorenzo D’Oria (Cosenza eSports): “Dobbiamo rimanere con i piedi per terra”

La redazione di eSportsItalia.com ha avuto il piacere di intervistare Alessandro “CaStRoGm23” Castro e Lorenzo “Lorenx990” D’Oria, entrambi pro player del Cosenza eSports e protagonisti finora di un campionato di vertice.

Ciao ragazzi, vi diamo il benvenuto su eSportsItalia.com. Prima di passare all’attualità esportiva gradiremmo una vostra breve presentazione: studi, lavoro, passatempi, musica preferita… Tutto ciò che può aiutare i nostri lettori a inquadrare Alessandro Castro e Lorenzo D’Oria in quanto persone.

A.C. Ciao Giulio, ti ringrazio per l’invito nel tuo sito, è un grande onore! Mi presento, sono Johnny Alessandro Castro Ore, nato a Lima (Perù) e cresciuto a Roma da quando avevo 7 anni. Penso che l’Italia sia un paese meraviglioso, mi ha dato tanto e mi ha fatto conoscere delle persone stupende. Ho deciso di iniziare l’università qualche anno fa e al momento frequento scienze politiche e relazioni internazionali all’Università la Sapienza. Per quanto riguarda gli hobby, amo viaggiare. Vorrei tanto visitare quanti più luoghi possibili e vedere paesaggi in giro per il mondo, anche se per ora ho dovuto rinunciare. Quanto alla musica, amo ogni genere: penso che ogni genere abbia un qualcosa per cui valga la pena sentirla.

L.D. Prima di tutto volevo ringraziare eSportsItalia.com per questa intervista. Sono Lorenzo D’Oria, classe 90, meglio conosciuto come Lorenx990. Sono nato a Milano ma cresciuto in Puglia, precisamente a Sava, un piccolo paese in provincia di Taranto.

Passiamo ai vostri alias, ai nickname con cui siete conosciuti nel calcio virtuale: CaStRoGm23 e Lorenx990. Spiegateci un po’ il loro significato e come nascono…

A.C. Il significato del mio nick è molto semplice. Ho riportato il mio cognome, le lettere di gamer (Gm) e il 23 che nasconde un doppio significato: il primo è legato al fatto di aver intrapreso la mia avventura nell’online a 23 anni, il secondo perché a Roma si dice che il ventitré sia un numero fortunato!

L.D. Il nick nasce semplicemente dai mio nome originale e dalla mia data di nascita.

Rappresentate il Cosenza nel primo campionato BeSports organizzato in Italia e avete fatto subito faville. Dove possono arrivare i Lupi tenuto conto che al momento siete nelle posizioni nobilissime della classifica?

A.C. Beh sì, è un grande onore per me rappresentare un club come il Cosenza Calcio ricco di storia e con una tifoseria calorosissima. Spero che durante questo primo campionato BeSports riusciremo ad esprimere al meglio la rosa dei giocatori, come già stiamo facendo adesso: secondo me ha le qualità giuste per mettere in difficoltà qualsiasi avversario… Credo inoltre che se la fortuna ci assiste possiamo scrivere delle pagine importanti in questa competizione, sognare non costa nulla.

L.D. Per me è un grande onore rappresentare una città così importante in Italia. La partenza sicuramente è stata molto positiva, forse in alcune partite si poteva anche fare meglio, ma comunque è un ottimo avvio. Ora dobbiamo rimanere concentrati e con i piedi per terra perché il campionato è molto lungo e tante squadre sono racchiuse in pochissimi punti. Il nostro obiettivo è di rientrare nelle prime 8 posizioni ed accedere ai Playoff.

Qual è stata finora la vostra migliore prestazione e cosa ha funzionato meglio? Cosa, invece, ha funzionato meno o si può ancora migliorare?

A.C. Reputo la settima giornata una delle mie gare migliori poiché è stato un misto di fortuna, caparbietà, compattezza, inventiva e sopratutto fiducia nei propri mezzi. Sono riuscito ad esprimere le mie qualità in maniera egregia specialmente nel primo match e spero di affrontare le prossime gare su quest’onda di entusiasmo e fiducia. La prima giornata invece la reputo come la gara in cui qualcosa non ha funzionato. Il motivo secondo me è da ricollegare al fatto che non conoscendo al meglio la squadra non sono riuscito a trovare la formazione giusta (senza nulla togliere alla grande prestazione del mio avversario in quella gara…). Però da quel momento sono cambiate tante cose e piano piano rivendendo i match disputati e analizzando le cose sbagliate, credo di aver individuato alcune lacune e migliorato alcune situazioni di gioco. Voglio continuare così fino alla fine perché è solo capendo i propri errori e confrontandosi che si possono risolvere le cose.

L.D. Personalmente credo che la mia miglior prestazione sia stata contro il Livorno, davvero un bellisimo match. Durante la partita sono stato sempre in svantaggio fino al 3-3 al minuto 85, poi con un po’ più di grinta e sicuramente anche un po’ di fortuna sono riuscito ad andare in vantaggio e nei minuti di recupero a siglare il 5-3 per il Cosenza.

Sappiamo che tra voi c’è un bel rapporto e che siete molto affiatati. Vi conoscevate già prima di competere per il Cosenza eSports? Raccontateci anche come si svolgono i vostri allenamenti e quante ore investite alla console… La cosa ci incuriosisce ancor più visti gli straordinari risultati fin qui raggiunti.

A.C. Sì, tra me e Lorenzo c’è stata subito sintonia anche se non ci conoscevamo prima dell’inizio del campionato, forse ci eravamo scontrati in qualche match di proclub (10vs10) ma non avevamo mai avuto il piacere di scambiare due parole. Oggi invece ci sentiamo quotidianamente per ritrovarci nei pomeriggi per gli allenamenti e confrontarci sulle gare che ci aspettano giornata dopo giornata… Il legame che abbiamo creato ci rende consapevoli e sicuri di avere la fiducia l’uno dell’altro per qualsiasi risultato si ottenga, in quanto siamo un team e si vince e si perde insieme. Sono felice di poter condividere questa esperienza con Lorenzo e spero vivamente che insieme potremo raggiungere risultati importanti. I nostri allenamenti durano circa due ore al giorno e si svolgono in maniera libera perché non abbiamo una tabella di marcia predefinita. Abbiamo degli impegni che ci trattengono, come l’università e il lavoro, che sono molto importanti per noi e non vogliamo trascurali, quindi cerchiamo di massimizzare il tempo che passiamo alla PlayStation mettendoci la massima concentrazione e riuscendo così a incrementare la conoscenza del nostro Cosenza.

L.D. Sì, credo siamo un ottimo tandem, entrambi con la gran voglia di dare il massimo e portare più punti possibili a casa. Io Alessandro prima di questo torneo non lo conoscevo personalmente, ma conoscevo il suo nick tramite la Community di Pes. Sicuramente è un grandissimo Player e sono contentissimo di averlo come mio compagno di squadra. Appena ci liberiamo dai nostri impegni ci mettiamo sotto con gli allenamenti, cercando di dare sempre il massimo, come se fossero partite di campionato, e cercando di capire in che reparto possiamo ancora migliorare: di solito un paio d’ore.

Diteci qualcosa sul vostro modulo di gioco: è fisso, varia in relazione all’avversario o alle fasi della partita? Quanto conta la tattica per vincere e quali sono i giocatori su cui puntate maggiormente.

A.C. Di solito preferisco attaccare piuttosto che difendere ma con l’ingresso in questa competizione ho modificato il mio gioco andando a perfezionare la fase difensiva e questo nell’ultimo periodo mi sta portando risultati. Mi piace variare le mie impostazioni tattiche in base a ciò che il mio avversario propone perché una flessibilità tattica credo sia necessaria per un player che vuole diventare fortissimo e per questo in ogni gara della BeSports cerco di creare le condizioni che possano mettere in difficoltà i miei avversari. Premetto che per me tutta la squadra del Cosenza ha ottime qualità e che se si potesse li farei giocare tutti, ma se proprio devo fare una scelta per ruolo ho i miei pupilli. In difesa sicuramente non posso rinunciare alla roccia Anibal, a centrocampo il mio inamovibile è il massiccio Kanouté e in attacco non posso assolutamente rinunciare alla fisicità del mio bomber Asencio.

L.D. Il modulo è il classico 4-3-3, magari con qualche variazione da partita in partita. La variazione può dipendere dal modulo che usa il nostro avversario. Penso che la tattica conti tantissimo, è molto importante per far sì che il nostro gioco sia fluido e rispecchi le nostre caratteristiche. I giocatori su cui punto maggiormente sono 3, Riviere, Asencio, Kanouté.

Dove possono arrivare secondo voi gli eSports in Italia? L’impressione è che siamo all’inizio di un fenomeno che farà parecchia strada e che attirerà un numero crescente di appassionati. A che punto siamo secondo voi e cosa si può fare ancora perché si affermino definitivamente?

A.C. Sì Giulio, gli eSports in Italia stanno prendendo piede e le competizioni che si sono svolte quest’anno (eNazionale, eSerie A e la BeSports) sono la dimostrazione che finalmente qualcosa sta nascendo… La sfortuna ha voluto che proprio quando tutto stava per iniziare siamo stati colpiti da questa pandemia che ha messo in ginocchio l’intero pianeta e non ha concesso in alcun modo lo sviluppo completo di tutte queste attività. Ma il progetto non si è fermato perché internet ci ha consentito, almeno in parte, lo svolgimento delle gare, dando così alle persone la possibilità di ammirare i ragazzi che si mettono in gioco per dimostrare il loro valore come faccio io. In molti paesi questo tipo di fenomeno ha portato grandi fatturati e anche la scoperta di nuovi talenti. Quello che mi auguro è che questa tipologia di business possa migliorare sotto ogni aspetto rispettando sempre il valore umano delle persone che ci si dedicano e con regole che tutelino il tutto per garantire i posti di lavoro e il divertimento per i milioni di ragazzi.

L.D. Per essere solo all’ inizio credo sia un’ottima partenza. Spero che si contuini a investire sul mondo degli eSports, un giusto riconoscimento per tutti gli appasionati. Sicuramente c’è tanta strada da fare,ma sono fiducioso. Vedo tantissimi player coinvolti e molte persone che si stanno affacciando sempre di più nel mondo degli eSports.

Vi ringraziamo per questa intervista e sempre Forza Cosenza e Forza Lupi!

Giulio Giorgetti

Esperto di Gaming, eSports e new media.

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