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David Ridolfi (Coach Udinese eSports): “Da parte dei pro player serve umiltà e forza mentale”

La redazione di eSportsItalia.com ha intervistato David Ridolfi, coach dell’Udinese eSports D-Link, uno dei protagonisti della eSerie A TIM | FIFA 21. Proprio sotto la sua guida Riccardo Nordio, in arte Dastardly_27, ha prima dominato il girone C e poi è riuscito a qualificarsi alla Final Eight che si disputerà ad inizio giugno.

Ciao David, complimenti per i risultati ottenuti con l’Udinese eSports D-Link nella eSerie A TIM | FIFA 21, come è iniziato il tuo percorso di coach nel mondo dei videogiochi competitivi?

Gioco a FIFA da molti anni e mi è sempre venuto naturale aiutare gli altri a comprendere meglio il gioco e a gestire al meglio le diversi situazioni. La svolta in ottica eSports c’è stata nel momento in cui, circa un anno fa, ho conosciuto ad un torneo Domenico “invicta_00” Guida con ho stretto un forte legame di amicizia e ho iniziato a seguirlo con attenzione. Gli dissi “con le tue mani e la mia testa faremo grandi cose”. All’epoca le sue Weekend League (WL) arrivavano a 27 (27 vittorie e 3 sconfitte ndr) e con il mio coaching è riuscito a raggiungere 29-30. Da notare che passare da 27 a 30 è un grande salto di livello, in molti non riescono. Da lì poi il mio nome è iniziato a circolare nell’ambiente fino alla chiamata dell’Udinese.

Dopo un periodo di prova con l’Udinese eSports D-Link in cui hai dimostrato il tuo valore ti è stato dato come pro player da seguire Dastardly_27 con l’obiettivo di prepararlo al meglio per la eSerie A TIM | FIFA 21. Un incarico di grande responsabilità…

Sì, grande responsabilità, ma anche una grande opportunità e una bellissima sfida. Ho iniziato a seguire Dastardly_27 durante le sue dirette streaming nella Weekend League e poi ho rivisto con lui in particolar modo gli errori. Soprattutto i goal subiti e le sconfitte sono stati punti da analizzare per capire come migliorare.

Su cosa avete lavorato in particolare per migliorare le prestazioni?

Dastardly_27 era molto forte in attacco, mentre necessitava di migliorare la fase difensiva. Tendeva ad alzare troppo la linea e rischiare poi di essere bucato. Quindi abbiamo iniziato ad apportare alcuni cambiamenti sia nella tattica sia nella formazione. Per fortuna l’operazione è stata abbastanza facile perché Riccardo ha sensibilità calcistica, per certi punti di vista è tattico. Siamo passati da 40 goal subiti nella WL a 23, una grande soddisfazione.

Quali sono i punti di forza di Dastardly_27?

Riccardo è forte mentalmente, umile e con lui si parte sempre dal risultato di 1-0; è molto forte in attacco, un goal lo fa sempre di sicuro.

Immagino che non sia facile cambiare per chi si è abituato ad un certo modo di giocare…

Sì, è vero, ma dipende molto dalla persona. Reputo l’umiltà fondamentale per fare bene e Dastardly_27 sin da subito si è fidato dei miei consigli. Abbiamo abbassato la linea difensiva e in attacco abbia sostituito Eto’o per Neymar poiché il primo era troppo legnoso. Poi di nuovo abbiamo dovuto apportare un secondo cambiamento nel momento in cui abbiamo visto che il regolamento della eSerie A prevedeva di schierare giocatori che hanno militato nel massimo campionato italiano e allora la scelta è ricaduta su Ronaldinho.

Sì, siete tra i pochi ad aver preferito Ronaldinho a Ronaldo Il Fenomeno, come mai?

Sì è vero sono in molti ad aver schierato la coppia Cristiano Ronaldo – Ronaldo Il Fenomeno, ma per il gioco di Dastardly_27 è molto più congeniale Ronaldinho. Abbiamo provato tantissimi giocatori, ma i risultati migliori sono arrivati con lui.

Qual è stato un momento topico della eSerie A TIM | FIFA 21 dove hai visto il frutto del tuo lavoro?

Eravamo sotto 0-1 contro l’Inter, conoscendo il “primo” Riccardo Nordio avrebbe provato subito a recuperare, si sarebbe sbilanciato e avrebbe preso altri goal compromettendo la qualificazione alla fase successiva. Gli ho detto di aspettare e di iniziare a puntare sulla fasce e questo ha portato subito vantaggi nella partita di ritorno dove ha vinto nettamente.

Quanto è importante la figura del coach?

Ormai è fondamentale che ogni squadra abbia almeno un coach eSports. I pro player devono subire un forte stress psicologico dalla Weekend League ai tornei ufficiali ed è necessario avere qualcuno che li aiuti sia mentalmente che tecnicamente.

Questo sarà il tuo futuro?

Non lo so ancora, per ora tutto è nato dalla passione che ho per il mondo dei videogame e mi sta piacendo valorizzare la mia capacità di fare coaching. Devo molto a Marco Ferraro che mi ha “scoperto” e un ringraziamento speciale va ad Italo Zangrando che ha creduto in me e mi ha fatto sentire a casa.


Giulio Giorgetti

Direttore eSportsItalia.com

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