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Chiusura sale LAN: la politica è pronta ad una nuova normativa per il settore 

Sale LAN
Sale LAN

Una scossa che potrebbe portare ad una svolta per il settore: la chiusura di alcune sale LAN dedicate anche agli eventi eSports – avvenuta la scorsa settimana in seguito ai controlli da parte dell’ADM , l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli – è stato l’argomento più caldo durante gli ultimi giorni per quanto riguarda il settore del gioco. In questo articolo ricostruiamo la vicenda che ha interessato anche la politica italiana, pronta ad intervenire con una normativa che faccia chiarezza e che possa permettere agli operatori di avere un sistema di regole più definito.

Chiusura sale LAN, ADM: “Controlli sul rispetto delle norme attualmente vigenti” 

È servito un comunicato dell’ADM per chiarire la portata dei controlli che “hanno interessato, esclusivamente, 4 esercizi commerciali all’interno dei quali – si legge nella nota – a titolo oneroso, venivano messe a disposizione del pubblico apparecchiature da intrattenimento tra cui rientrano anche i  videogiochi. Lo scopo è stato quello di accertare il rispetto delle norme attualmente vigenti, con il fine di tutelare proprio gli operatori del mercato delle sale LAN che mettono a disposizione la strumentazione di gioco in modo legale e responsabile“.

Chiusura sale LAN, Cicolari (eSport Palace):  “C’è necessità di regole chiare e confronto”

Tra le sale colpite, l’eSport Palace di Bergamo, una delle più attive nel settore, che attraverso il titolare Alessio Cicolari in un’intervista ad Agimeg ha raccontato l’accaduto. “La nostra struttura – ha detto – è composta da tre piani: al primo vi è un negozio di gaming, una sorta di shop informatico, con un bar e ristorante, dove i ragazzi possono socializzare. Al secondo piano abbiamo la famosa sala LAN con i videogiochi e simulatori. All’ultimo piano ci sono gli uffici eSports dove coordiniamo le nostre attività“. E ancora. “La cosa surreale di tutto questo è che hanno sequestrato persino i pc su cui i dipendenti stavano lavorando. Tutto ciò è molto frustrante perché sono saltati tutti gli impegni in programma. Inoltre, se questo è il modo in la normativa viene applicata ne consegue che dovrebbe essere sanzionato anche chi produce, distribuisce e non omologa tali apparecchi”. Cosa succederà ora? “Stiamo impugnando il sequestro – spiega – e spero che ADM possa intervenire quanto prima sulla questione  e sono disponibile ad aprire un dialogo tecnico con tutti gli attori di questo settore. Non capisco perché il gioco lecito senza vincita in denaro debba subire trattamenti così stringenti. Quando abbiamo detto che accomunano le sale LAN a quelle da gioco è perché le sanzioni che stanno elevando sono similari. Rileggendo il verbale c’è scritto infatti che le strumentazioni potessero raggiungere anche le piattaforme di gioco online, ma bisogna capire che per i giochi moderni internet è fondamentale altrimenti non si potrebbero neanche utilizzare. Quindi c’è molta confusione sul tema. Credo che tutte le sale LAN utilizzino software appositi e inibiscano la navigazione permettendo di eseguire solo software installati ed autorizzati previa licenza“.  

Chiusura sale LAN, la risposta della politica: Governo a lavoro per un’efficace e stabile regolamentazione

Quanto avvenuto in questi giorni non è passato inosservato alla politica, con alcuni deputati e senatori, in particolare da parte delle Lega e del M5S, che hanno prima chiesto chiarimenti ad ADM e in seguito hanno portato la questione nelle aule parlamentari. Da segnalare anche l’intervento del sottosegretario all’Economia con delega ai giochi Federico Freni, in Commissione Finanze alla Camera, in risposta all’interrogazione di Giulio Centemero (Lega).La norma in vigore – ha spiegato Centemero – fa riferimento a flipper e Jukebox. Nonostante questo c’è stato un blitz dei Monopoli al grido di “Siete tutti i evasori” con multe da 5 a 50 mila euro per ogni apparecchiatura considerata non omologata, pur non essendoci una procedura chiara. Si confondono gli eSports con i videogiochi tradizionali. Le soluzioni sono due: o si chiude il mondo eSports o si sfrutta l’occasione per regolamentare il settore“. Quindi la risposta di Freni. “Sulla vicenda è necessario un supplemento di istruttoria per approfondire la questione. Tuttavia il Governo vuole precisare che sono in corso tutte le valutazioni per interventi normativi in tempi ragionevoli utili a garantire un’efficace e stabile regolamentazione riconoscendo un autonoma rilevanza dagli apparecchi senza vincite in denaro. Il Governo sta inoltre valutando insieme al CONI l’istituzione di una federazione che sovrintenda all’organizzazione del gaming sportivo competitivo“. 

Claudio Zecchin

Giornalista sportivo

Corsi ESA