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Simone “Posta” Elia: da fun player all’europeo di eFootball Open

Pochi giorni fa abbiamo dato la notizia che ben cinque dei dieci qualificati in Europa che hanno raggiunto le Regional Finals su PS4 sono italiani. La curiosità è che oltre a quattro PES pro player si è qualificato anche un giocatore svincolato: Simone Elia. Siamo riusciti a contattarlo e gli abbiamo chiesto di raccontare la sua impresa.

Ciao Simone, benvenuto su eSportsItalia.com raccontaci qualcosa di te.

Prima di tutto ringrazio eSportsItalia.com per questa intervista. Sono Simone Elia, classe 1986, conosciuto con il nickname di “Posta”, nato e cresciuto nella mia amata Vicenza. Il soprannome deriva dal mio lavoro in quanto sono un portalettere.

A 33 anni da “fun player” sei riuscito a qualificarti alle Regional Finals PS4 dell’eFootball Open, vorremmo sapere quale è stato il tuo percorso prima di raggiungere questo ambizioso traguardo.

Pro Evolution Soccer (PES), l’ho conosciuto agli antipodi, quando ero molto piccolo. Crescendo l’ho poi perso di vista, ma nel 2015 ho riscoperto l’amore per il mondo dei videogiochi e ho iniziato a giocare per divertimento. Mi sono appassionato e partita dopo partita ho cercato di migliorare fino a decidere nel 2017 di provare a fare dei campionati competitivi di eSports.

Quali esperienze hai avuto nell’ambito dei tornei e quante volte hai provato ad entrare nelle fasi finali della PES League, ora eFootball Open?

Nel 2017 ho vinto la mia prima grande soddisfazione vincendo uno dei tornei del circuito Banca Intesa dove c’erano iscritti circa 100 player, poi non sono riuscito a passare alla fase finale. Questo primo risultato però mi ha motivato a provare nel 2018 a fare la PES League e nel 2018 sono stati tra i primi 16 qualificati italiani, poi non riuscii ad entrare nell’europeo.
Nel 2019 nella modalità MyClub sono riuscito a qualificarmi alla PES League sfiorando di pochissimo l’entrata alla fase europea.

Infine nel 2020, al tuo terzo tentativo, ci sei riuscito…

Sì esatto. Nel 2020 la formula prevedeva la scelta di una tra dieci squadre e presi la Juventus. Sono riuscito ad entrare nei primi 50 posti del gruppo della squadra bianconera, ma questo era un traguardo abbastanza abbordabile, la vera sfida era passare all’eFootball Open Regional Finals.
Il problema è che per motivi personali per circa due mesi non ho potuto giocare e avevo paura di non riuscire a farlo nemmeno stavolta. Sono arrivato così al momento decisivo poco allenato. Mi ricordo che si è giocato tutto in un weekend da sabato a domenica sera. Ho iniziato con due vittorie ed ero gasato, poi sono arrivate ben sei sconfitte. Non mi buttai giù, sapevo che non giocavo da molto tempo e che era necessario riprendere la mano. Mi misi a testa bassa e riuscii a fare sei vittorie consecutive, chiudendo il sabato con 8-0-6. Quando però andai a letto pensai “Cavolo, sono sei vittorie di fila, posso farcela”. La formula infatti prevede una classifica che premia chi ha accumula più punti in 15 partite consecutive. Il giorno dopo mi svegliai e sentii qualcosa di magico, mi sentivo in forma, mi riusciva tutto e ottenni un bellissimo 14-0-1 che mi permise di arrivare primo tra i cinquanta.

Ecco la foto della classifica finale:

Una grande bella emozione, qualificandoti al primo posto dei uno dei dieci europei a qualificati alle Regional Finals. Sarai in ottima compagnia in quanto anche altri quattro italiani hanno raggiunto lo stesso obiettivo, confermando la grande crescita degli eSports in Italia…

Sì, sono contentissimo anche se per via dell’emergenza CoronaVirus l’evento finale non si realizzerà offline, bensì online. Mi dispiace perché mi avrebbe fatto molto piacere fare un viaggio, magari all’estero. Alcune indiscrezioni parlavano della possibilità di andare a disputare la fase successiva del torneo a Manchester con vitto e alloggi pagati da Konami. Purtroppo non sarà così, ma farò di tutto per rendere al massimo anche alla prossima fase che si terrà il 16 maggio 2020; dei dieci player europei rimasti ne passeranno solo tre.

Ha destato molto stupore la tua qualificazione da svincolato, tanto da far girare alcune voci denigratorie sul tuo conto. Puoi spiegarci il motivo? Forse proprio il fatto di non appartenere a nessuna squadra professionistica di eSports ha creato incredulità? C’è chi parla di tuoi ban…

Sì, credo che l’idea che uno svincolato, un fun player, possa qualificarsi agli Europei della PES League (ora eFootball Open), sia difficile da digerire per chi è abituato più a parlare che vincere.
Quest’anno mi sentivo in forma, ero pronto per provare ad entrare nei draft della eSerie A o BeSports, come ti ho anticipato per motivi personali non ho potuto giocare per circa due mesi. Provare a qualificarmi ad un evento così importante è stata la mia grande occasione e l’ho centrata. Tengo a precisare che dal 2018 al 2020, mai sono stato bannato dal circuito, nemmeno una volta e quest’anno mi sono qualificato primo, mentre ci sono altri giocatori che sono stati bannati da Konami. Semplicemente io, da svincolato, ho fatto meglio di alcuni giocatori pro player e questo per me è motivo di grande orgoglio.

A proposito di pro player, ti piacerebbe giocare nella eSerie A TIM o BeSports?

A chi non piacerebbe! Sarebbe fantastico. In realtà avrei anche un sogno: giocare per il LR Vicenza. La squadra della mia città e di cui sono da sempre tifoso, ora purtroppo non rientra nei circuiti professionistici, ma spero che magari il prossimo anno possa stare nella BeSports.

Speriamo allora che con questa intervista qualcuno ti noti e magari ti provi sul campo. A proposito di rettangolo verde, ti piace la modalità 10vs10, ti piacerebbe vederla nel mondo gli eSports professionistici come già avviene per 1vs1 (eFootball Open) e 3vs3 (eFootball Pro) della Konami?

Sì, mi piace molto. Si tratta di un modo diverso di giocare, molto più realistico. I problemi credo siano tecnici, ma spero che Konami decida presto di andare in questa direzione che aprirebbe spazio anche a molti altri giocatori.

Giulio Giorgetti

Esperto di Gaming, eSports e new media.

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