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RaissForever_10: “La Lazio è un modello da seguire nel settore eSports”

L’esperienza paga. La sa bene Giuseppe “RaissForever_10” Frigerio, 35enne di Napoli che nel mondo eSports si conquistato prima la stima dei gamer di PES e poi la maglia della Lazio eSports. In mezzo c’è stata l’amarezza per una convocazione della eNazionale sfumata per pochi secondi. Poco male per uno che si è conquistato un posto in una delle società più ambite della eSerie A.

Qual è il tuo background da gamer?

Io ho sempre giocato a PES, ormai saranno passati 20 anni dalla mia prima partita, anche se mi sono affacciato al competitivo solo nel 2016. Il grande passo l’ho fatto quando ho capito che giocare offline mi avrebbe dato molte più emozioni e soddisfazioni.

Come sono andate le cose?

Bene sin da subito. Già il primo anno ho centrato la finale nazionale italiana e negli anni ho incrementato le mie aspettative ottenendo sempre ottimi posizionamenti nei vari tornei che ho disputato. Sono fiero in particolare della vittoria all’EsportFest di Roma, ottenuta contro alcuni tra i gamer più forti d’Italia. Al di là della sfida vinta per me è stato un onore partecipare alle selezioni di Coverciano organizzate dalla FIGC.

Sei arrivato a un passo dalla maglia della eNazionale. Raccontaci come è andata?

A PES come nel calcio spesso la fortuna è determinate. Io a Coverciano sono arrivato a pochi secondi dalla vittoria. Un gol subìto nei minuti di recupero (piuttosto generosi) mi ha portato ai rigori che poi ho perso. Sono contento comunque e soprattutto sono felice per la vittoria dell’Italia all’eEuropeo. Ho fatto il tifo per i ragazzi anche perché il successo azzurro è stato una vittoria per tutti i gamer italiani di PES, spesso penalizzati rispetto ai giocatori di FIFA per quanto riguarda l’organizzazione delle grandi competizioni.

A Coverciano hai perso la maglia della eNazionale ma hai vinto quella della Lazio eSports

Sì. La Go Project mi ha notato proprio in quel contesto. Non è facile spiegare i sentimenti che ho provato quando mi è stato detto che avrei giocato per la Lazio: forse orgoglio e felicità. Non posso che ringraziare la società per l’approccio professionale nei confronti del team eSports: a disposizione dei gamer ci sono un coach, un preparatore atletico, un nutrizionista e uno psicologo. L’approccio è quindi quello di seguire il giocatore fisicamente e mentalmente per metterlo nelle condizioni ideali per la vittoria. La Lazio è un modello da seguire nel settore eSports.

Quali aspettative hai in vista della eSerie A?

Spero possa essere giocata al più presto, perché sarà un torneo molto tecnico e perché con me e con DanielitoPerù10 (il gamer biancoceleste selezionato tramite il Draft) la Lazio eSports è in ottime mani. Ettorito della Juventus è un campione del mondo e ovviamente ha la stima di tutti, ma in gioco ci sono tanti altri gamer che stanno ottenendo grandi risultati. Spero che la Konami riesca a garantire un buon livellamento delle squadre, caratteristica che spesso non è stata garantita. Non si tratta di un dettaglio se si vuole creare un evento nel quale la meritocrazia sia alla base della vittoria. Allo stesso modo spero che ci sia un link più diretto tra Konami ed eSerie A per offrire alcune piccole cose che potrebbero aiutare lo spettacolo, come le lobby dedicate dove allenarci.

Hai detto che ti piace molto l’esperienza live. Come mai?

E’ senza dubbio il modo migliore per competere. Un gamer in un contesto simile deve essere abile sia a livello tecnico che psicologico, visto che tutti stanno guardando la tua partita e che nella sfida con l’avversario sia crea molta più tensione. Per me è adrenalina pura. Va poi considerato il fatto che problemi tecnici, come quelli di connessione, a volte decidono le sfide online. Insomma, chi è stato più bravo rischia di perdere non per un errore ma per un fattore esterno. Purtroppo la eSerie A live è stata rinviata a causa del Covid, ma ci rifaremo. Intanto mi alleno online con DanielitoPerù10: siamo una coppia molto affiatata e qualcosa di buono si è visto già nella PES Summer eSports.

La tua Lazio come la schieri? Non deve essere facile rispettare la difesa a tre di Inzaghi…

Solitamente gioco con il 4-3-3, ma con la Lazio ho provato il 4-5-1 per sfruttare al massimo la forza dei centrocampisti esterni come Marusic e Lulic: sono due ottimi giocatori e facendo tanto possesso palla in questo modo riesco ad aggirare le difese chiuse. Se c’è un difetto da correggere penso che io e Danielito dobbiamo cercare di essere più concreti. La Lazio è comunque una grande squadra: Immobile, Milinkovic Savic, Bastos e Acerbi fanno la differenza.

Passiamo ad un argomento un po’ più delicato. Molti gamer, in quanto professionisti, rivendicano un maggiore riconoscimento. Tu cosa ne pensi?

Io non posso certo lamentarmi per come la Lazio gestisce il settore eSports. Facendo un discorso generale c’è il problema che oggi noi gamer italiani siamo dei pionieri e quindi non siamo tutelati da nessun ordine. Un player che si allena e che gioca ha bisogno però di un riconoscimento economico. Penso che anche il criterio di reclutamento dei giocatori può deteriorare questo mondo. Io sono stato selezionato dalla Lazio, che mi ha visto giocare e mi ha valutato, e ho avuto un riconoscimento per questo. Altri gamer però pur di entrare in un team accettano di non essere pagati, deprezzando così tutto il movimento. Basti pensare al gamer che si autosponsorizza, o che accede ad un team perché ha alle spalle una ASD che è stata in grado di trovargli una squadra. Posso comprendere la scelta del gamer che ottiene il suo risultato, ma con il tempo, con questo criterio di reclutamento, il movimento eSports in Italia rischia di tagliare fuori gamer più bravi che giustamente pretendono una forma di stipendio per quello che fanno . Allo stesso tempo non vengono stimolati gli investimenti da parte dei club di calcio.

Claudio Zecchin

Giornalista sportivo

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