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Pegi 18 vietato ai minori negli esports

Questo gioco non è adatto ai bambini. Quante volte un genitore ha negato al proprio figlio la possibilità di svagarsi con il titolo del momento perché considerato troppo violento o comunque per altri motivi non adeguato? Per mettere ordine su una questione così delicata è stata adottata una strategia per classificare dare un’indicazione su cosa aspettarsi da un videogame.

Con Pegi si intende la Pan-European Game Information, che di fatto ripreso le classificazioni legate all’età che per esempio troviamo nei classici giochi dai tavola. La metodologia Pegi è stata così apprezzata che nel corso degli anni è stata adotta da 30 Paesi europei e viene addirittura considerata dalla Commissione Europea, in collaborazione con le grandi case produttrici come Sony, Microsoft e Nintendo, un modello perfetto per la protezione dei minori.

Tra le indicazioni più importanti c’è Pegi 18 vietato ai minori negli esports. Si tratta ovviamente di una dicitura (riportata sul fronte e sul retro delle confezioni) molto restrittiva che ovviamente viene applicata raramente e che infatti riguarda solo 4% dei giochi. Solitamente queste classificazioni vengono anche motivate con dei simboli speciali. Un gioco può infatti essere considerato non adatto ad una determinata età perché ha contenuti legati ad azzardo, discriminazione violenza, paura, linguaggio scurrile, paura, droga, sesso e gioco online.

La censura nei videogiochi

Grand Theft Auto è uno dei giochi che per i suoi contenuti è considerato tra quelli da tenere lontano dalla portata degli adolescenti (anche se alla fine si tratta non di un vero divieto, ma di fatto il gioco viene sconsigliato). La censura è sempre stato un argomento molto delicato, ma l’esempio di GTA (con il protagonista che deve violare le leggi) fa capire in quali casi interviene un limite.

La censura nei videogiochi secondo la classificazione Pegi viene quindi applicata a vari livelli. Con Pegi 3 si intende un gioco adatto ad ogni età. La violenza può esserci ma non è legata a un personaggio reale, ma magari a un cartone animato. Con Pegi 7 si aggiunge un limite quando un gioco ha suoni o rumori che possono spaventare il giocatore.

Si entra nella zona arancione con Pegi 12 e Pegi 16. Nel primo caso ci possono essere scene di nudo o di violenza, anche se non esplicite ed espressioni che tendono alla volgarità. Si passa alla Pegi 16 quando ci sono riferimenti più chiari al consumo di tabacco, droghe e sono presenti attività criminali. Il semaforo rosso degli esports censura nei videogiochi per i minori di 18 anni scatta quando c’è una violenza grave in grado di far scattare una forma di repulsione.

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